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Cesare Tacchi, una retrospettiva al Palazzo delle Esposizioni

Tematica: Cultura

13 febbraio 2018

 

A poco più di tre anni dalla scomparsa Roma rende omaggio a Cesare Tacchi, uno dei principali animatori di quel movimento artistico e più ampiamente culturale noto come Scuola di piazza del Popolo. Un nome quasi inseparabile da quelli dei tanti compagni di strada in quella stagione gloriosa della Capitale negli anni Sessanta, da Mario Schifano e Renato Mambor, compagni nell’esordio espositivo del 1959, a soli 19 anni, alla galleria Appia Antica di Roma, a Giosetta Fioroni, Tano Festa, Franco Angeli, Francesco Lo Savio, Sergio Lombardo.

 

“Una mostra monografica, un esercizio di attenzione, di studio e di valorizzazione”, quella ospitata al Palazzo delle Esposizioni fino al 6 maggio, che ripercorrerà, attraverso le vicende di un artista, le tensioni intellettuali di oltre mezzo secolo.

 

Più di cento opere, ordinate cronologicamente, tracceranno un percorso attraverso la sua intera biografia artistica. Le «tappezzerie», dipinti estroflessi e imbottiti come Poltrona gialla e Poltrona rossa del 1964; gli «oggetto-quadri», sculture in vilpelle che negano ogni funzione d’uso; e gli smalti su tela, la grande Cornice, proveniente da La Galleria Nazionale, che non incornicia alcun quadro, fino al gesto estremo della Cancellazione d’artista compiuto nell’ambito della rassegna «Teatro delle mostre» alla Galleria La Tartaruga di Roma nel maggio del 1968.  

 

 

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