Il Roseto, storia e curiosità di un giardino sacro: oggi la riapertura

Tematica: Cultura - Turismo - Ambiente - Alla scoperta di Roma

19 aprile 2024

 

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Come da tradizione, il 21 aprile il Roseto comunale riaprirà al pubblico (ingresso gratuito e senza prenotazione in via di Valle Murcia 6, dalle ore 8.30 alle 19.30). Un’occasione per tanti cittadini e turisti per scoprire uno splendido giardino che domina il Circo Massimo e ospita una straordinaria collezione botanica, composta da oltre 1.200 varietà di rose provenienti da tutto il mondo, curate con competenza e passione dai tecnici del Servizio Giardini. 

 

LA STORIA

 

L’idea di un roseto a Roma si deve a Mary Gayley, una signora americana che durante un viaggio in Italia conobbe il Conte Giulio Senni. Dopo il matrimonio a New York, nel 1907, la coppia si trasferì a Grottaferrata dove la famiglia Senni possedeva una vasta proprietà. Qui nacque la passione di Mary per il giardinaggio che la portò a visitare giardini e collezioni anche all’estero. Fu proprio dopo una visita al Roseto di Bagatelle, vicino Parigi, che maturò l’idea di proporre al Regio Commissario di Roma, Filippo Cremonesi, l’istituzione di un roseto con finalità sperimentali.

 

Le rose donate dalla Contessa furono piantate nel 1924 in alcune aiuole a Villa Borghese, individuate dal Servizio Giardini come il luogo più idoneo. Mary Gayley rimase molto delusa da questa scelta poiché auspicava la realizzazione di una specifica struttura e chiese subito che le rose fossero “restituite o bruciate”. La Contessa riprovò negli anni Trenta, dopo l’insediamento a Regio Commissario del Principe Francesco Boncompagni Ludovisi che accettò subito la sua proposta e fece realizzare, nel 1932, il primo Roseto di Roma sul Colle Oppio, con una collezione di 300 esemplari. L’anno successivo partì anche il Concorso Internazionale per Nuove Varietà, il secondo per istituzione al Mondo. Mary Gayley continuò a collaborare con il roseto fino al 1955 dando il suo contributo come giurata ed esperta internazionale.

 

 

GIARDINO SACRO

 

Il Roseto Comunale è incastonato nel Colle Aventino, con un fantastico panorama sul Circo Massimo. Nonostante la splendida location ne limiti l’estensione, circa 10mila metri quadrati, viene considerato il roseto più bello del mondo. Il giardino è stato il cimitero della Comunità Ebraica di Roma dal 1645 al 1934, quando con il nuovo piano regolatore si decise la trasformazione di quest’area in verde pubblico e il trasferimento del cimitero, divenuto monumentale, nel settore israelitico del Campo Verano.

 

Negli anni successivi, lo spazio verde venne dimenticato sino a diventare agli inizi della seconda guerra mondiale un “orto di guerra”. Nel 1950 il Comune chiese alla Comunità Ebraica la possibilità di utilizzare questo spazio per istituire il nuovo Roseto Comunale dando così una nobile destinazione a un giardino sacro. Il Presidente della Comunità Ebraica espresse parere favorevole chiedendo che all’ingresso del giardino venisse posta una stele per ricordare ai visitatori la precedente destinazione. Due steli, riportanti le Tavole di Mosè, sono sistemate agli ingressi dei due settori, mentre i viali dell’area Collezione sono progettati a forma di “Menorah”, il candelabro a sette bracci, uno dei simboli del mondo ebraico.

 

Il Roseto comunale è diviso in 2 settori: quello più grande e leggermente inclinato ospita un’interessante collezione di circa 1.200 varietà e specie, comprendente rose botaniche, antiche e moderne. L’altro è destinato alle rose che partecipano al Concorso Internazionale “Premio Roma per le Nuove Varietà” che si svolge ogni anno il terzo sabato di maggio. Un patrimonio unico di biodiversità che ogni anno si arricchisce di nuove varietà di rose e che nel 2023 ha fatto registrare un boom di presenze, con un aumento di circa il 15%. "Numeri che ci rendono felici e premiano il lavoro fatto - spiega un tecnico del Servizio Giardini - Abbiamo riscontrato una crescita rilevante nel numero di turisti stranieri, in particolare francesi, tedeschi e cinesi. In aumento è anche il numero di scolaresche provenienti da tutta Italia che vengono in visita a Roma". Il Roseto comunale rimarrà aperto, tutti i giorni, fino al 16 giugno. 

 

 

IL PREMIO ROMA PER NUOVE VARIETA' DI ROSE

 

La prima edizione si svolse il 10 ottobre del 1933, nel Roseto di Colle Oppio, alla presenza della Contessa Mary Gayley e di alcuni rappresentanti delle istituzioni. I giurati provenienti da Italia, Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo scelsero le prime due regine: per la categoria “rose italiane” la medaglia d’oro fu assegnata alla varietà Saturnia, ottenuta dall’ibridatore Domenico Aicardi di Sanremo. Per la categoria “rose straniere” vinse la varietà spagnola Condesa de Sastago, del rosaista Pedro Dot. Questa classificazione, poco tecnica ma che garantiva sempre un riconoscimento agli ibridatori italiani, venne mantenuta sino al 1954. Dal 1955 si passò a una classificazione botanica più appropriata: le categorie erano “Floribunde”, cioè rose con fiori a mazzetti, e “HT”, rose con fiore singolo per ogni stelo.

L’ultima edizione del Premio nel Roseto di Colle Oppio si svolse nel 1940, poi l’inevitabile interruzione per la guerra con gravi danneggiamenti per la struttura. Il 12 maggio 1951, in un clima di rinascita, il concorso riprese nel nuovo Roseto dell’Aventino. Tra le rose straniere vinse la varietà americana Helen Traubel, dedicata alla famosa cantante lirica statunitense di origini tedesche.

 

Il Premio Roma è dedicato alle nuove varietà, cioè agli esemplari non ancora in commercio. Le rose partecipanti arrivano a Roma 20 mesi prima della manifestazione per dar modo alle giovani piantine, provenienti da tutti i continenti, di svilupparsi e ambientarsi al nostro clima. Per questo, nel settore dedicato al Concorso, vi sono tre aree che a rotazione vengono preparate per accogliere le “giovani promesse” (dietro a ogni nuovo ibrido c’è un lavoro di ricerca e selezione che dura almeno 10 anni). Durante questo periodo le rose vengono curate dagli esperti tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale giuria permanente chiamata a esprimere un giudizio tecnico che riguarda, ad esempio, il portamento della pianta, il colore del fogliame, la rifiorenza e la resistenza alle malattie. Sia i tecnici del roseto sia i giurati non conoscono l’origine e la provenienza delle varietà in gara, identificabili solo con un numero. Il giorno del concorso ogni rosa ha un suo punteggio di partenza al quale si somma quello espresso dalla giuria internazionale, essenzialmente basato su criteri olfattivi e estetici (colore, forma del fiore).

 

La giuria internazionale, che opera solo nel giorno del concorso, è formata da membri non necessariamente legati al mondo delle rose, i componenti vengono scelti tra i direttori dei più prestigiosi parchi e orti botanici del mondo, ma anche tra i personaggi del mondo della cultura e del sociale.

Accanto a quella internazionale operano altre due Giurie “Speciali” per assegnare il Premio Fragranza e la Rosa dei Bambini, riconoscimento conferito dagli alunni delle scuole primarie. Quest’ultimo premio è stato istituito per la prima volta a Roma, nel 2000, e poi riproposto anche in altri prestigiosi concorsi in tutto il Mondo.

 

 

A.B.

 

Guarda il servizio sul Premio Roma:  Roseto, giuria al lavoro per il Premio Roma: si sceglie la rosa più bella

 

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