L'antico Osservatorio del Campidoglio, quando da Palazzo Senatorio si guardavano le stelle

Tematica: Cultura - Alla scoperta di Roma

17 gennaio 2024

 

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Nella sua lunga vita il Campidoglio è stato anche sede di un osservatorio astronomico.

 

Dal tetto di Palazzo Senatorio astronomi di fama internazionale e studenti hanno scrutato il cielo sopra Roma fino a quando nel 1937 non fu inaugurata l’attuale sede di Monte Mario e l’Osservatorio del Campidoglio venne del tutto smantellato.

 

Nasce l’osservatorio, dal Campidoglio occhi puntati al cielo

 

L’Osservatorio astronomico di Roma nasce sotto il pontificato di Leone XII, che dà incarico al celebre professore Feliciano Scarpellini, abate tra i fondatori dell’Accademia Caetani, poi Accademia dei Lincei, di allestirlo e dirigerlo.

 

Il luogo ideale venne individuato nella Torre di Niccolò V, sulla facciata orientale di Palazzo Senatorio. I vantaggi erano diversi: la posizione in cima al colle più alto della città, il luogo centrale e allo stesso tempo comodo da raggiungere per studiosi e studenti, l’affaccio a sud da dove di solito si osservavano le stelle, e su un’area come quella del Foro Romano, dove la notte sembrava più buia.

 

Il senatore principe Altieri concesse il terzo piano del palazzo, restaurato con la spesa di 3000 scudi.

 

I lavori iniziarono nel 1827 ma durarono ben quattro anni per mancanza di fondi. Al termine l’osservatorio consisteva “in una casetta rotonda sulla terrazza della torre capitolina, all’interno della quale sono state ricavate un paio di stanze in aggiunta alla sala ottagonale dentro la Torre, la cui funzione è in qualche modo enfatizzata da una lapide con la scritta “Deo creatori”. Sul pavimento della sala principale è disegnata una meridiana”, scrive Roberto Buonanno nel libro “Il cielo sopra Roma”.

 

Caterina Scarpellini, una delle prime astronome

 

L'abate Scarpellini risiedeva nel palazzo ma non lavorava da solo. Al suo fianco c’era la nipote Caterina, una delle prime astronome, che nel tempo si smarca dalla figura dello zio e alla sua morte, avvenuta nel 1840, scongiura la chiusura dell’osservatorio, legato a doppio filo con la notorietà di Feliciano.

 

Con il marito, Erasmo Fabri, la scienziata prosegue le osservazioni e fonda la rivista “La Corrispondenza scientifica in Roma”, ancora consultabile presso l’Archivio Storico Capitolino. Nel 1856 apre anche una stazione meteorologica e ozonometrica la prima in Italia a effettuare osservazioni idrometriche e idrotermiche.

 

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Il periodo d’oro  

 

Sotto la direzione di Ignazio Calandrelli l’osservatorio si arricchisce di nuovi strumenti, come il Circolo meridiano, fabbricato nella famosa officina degli Ertel di Monaco collocato su due grosse colonne di marmo di Carrara.

 

A questo si aggiunge il telescopio Merz offerto dal Marchese Giuseppe Ferrajoli, che fu collocato su di un piedistallo di marmo nel 1860.

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L’osservatorio venne ampliato grazie allo spazio della grande terrazza, munito di una scala più comoda per accedervi, e la sala maggiore fu dotata di una cupola mobile. Fu aggiunta una biblioteca e una stanza per le osservazioni meteorologiche.

 

Con l'arrivo di Lorenzo Respighi aumenta il credito dal punto di vista scientifico, tanto che il professore rimarrà alla sua direzione anche dopo il 1870, quando la denominazione diventa “Regio osservatorio astronomico sul Campidoglio”.

 

Intanto nell'Ottocento sui tetti della città le specule proliferano, alcune sono private.
 

Il declino dell'astronomia a Roma

 

Gli strumenti più potenti, i concetti di spazio e tempo rivoluzionati da Einstein e i quesiti sull'espansione dell'universo aprono nuove sfide agli scienziati del Novecento. Gli astronomi romani non stanno al passo, il declino e l'isolamento scientifico diventa inesorabile.

All'inizio del Novecento sull'Osservatorio del Campidoglio, al quale si affiaca l'attività dell'Osservatorio del Collegio Romano, piombano critiche. “I barattoli Capitolini" è il titolo di un articolo pubblicato nel 1925 su "Il Giornale d'Italia" che definisce così le torrette in cima al palazzo medievale, offensive per la storia e insufficienti per la scienza.

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Complici la crescita della città, l'aumento della luce e la necessità di spazi per gli uffici comunali si arriva nel 1925 alla concessione da parte del Demanio dello Stato al Comune di Roma dell'area di Monte Mario per la costruzione di un nuovo Osservatorio nazionale.

L'Osservatorio del Campidoglio verrà completamente dismesso. Nel 1937 viene inaugurato il nuovo l'Osservatorio Astronomico di Roma di Monte Mario.

Oggi gli strumenti e tutta l'antica documentazione è conservata presso il Museo Astronomico e Copernicano dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma (OAR) come quelli della Specola del Collegio Romano

 

Per approfondire:

“Il Cielo sopra Roma” di Roberto Buonanno, Springer-Verlag 2008

“L'Osservatorio Astronomico del Campidoglio” a cura di Laura Francescangeli, Antonella Rossi

 

 

AP

 

 

 

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