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Viaggio della Memoria 2018, un modello virtuoso da consolidare

Tematica: Scuola - Diritti dei cittadini

14 novembre 2018

 

Momenti di confronto intergenerazionale, riflessioni sui luoghi della Memoria, spazio per proporre ed elaborare. Sono gli elementi chiave che hanno caratterizzato il viaggio per ricordare l’Olocausto, quest’anno allargato per la prima volta anche ad Amburgo, oltre Cracovia (Ghetto Nazista creato dai tedeschi nel marzo del 1941 e del quartiere ebraico Kazimierz), e ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Nella città tedesca, presso il campo di Neuengamme, persero la vita venti bambini dopo essere stati sottoposti ad esperimenti medici.



Il viaggio è stato organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e con la Fondazione Museo a beneficio dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Hanno partecipato 29 Istituti scolastici per un totale di 155 tra studenti e docenti.



Gli studenti e le studentesse sono stati accompagnati dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme ai sopravvissuti ai campi di concentramento Sami Modiano e Tatiana Bucci, allo storico Marcello Pezzetti, all’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, alla presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, al presidente della Fondazione Museo Shoah Mario Venezia,  e a una delegazione della S.S. Lazio.



Sami Modiano e Tatiana Bucci hanno ricostruito i tragici avvenimenti vissuti in prima persona nei campi di sterminio.

Un filo conduttore ha attraversato le giornate del viaggio: la necessità di costruire una memoria condivisa e di valorizzare la funzione della testimonianza diretta, architrave su cui sviluppare una conoscenza della storia che sappia coniugare un approccio scientifico e la forza del racconto orale.

 

 

Il viaggio costituisce la tappa di un ampio percorso che prevede numerose iniziative nel corso di tutto l’anno scolastico. Ampia e articolata la parte dedicata al tema Storia e Memoria nell’ambito della mappa dei 78 progetti educativi a disposizione delle scuole per integrare l’attività didattica. Per esempio nelle scuole secondarie di II grado è stato pensato il progetto Roma ricorda, leggi razziali, Shoah, Resistenza, liberazione, che prevede anche un "rapporto diretto" dei ragazzi con i testimoni.



“Il Viaggio della Memoria di quest’anno ha rappresentato un modello che vogliamo replicare nei prossimi anni. Abbiamo inserito, per la prima volta, la tappa di Amburgo che costituisce un passaggio fondamentale per la storia di quegli anni. Stiamo sviluppando un coinvolgimento dei ragazzi sempre più ampio e profondo, che si estenda lungo tutto l’anno e puntando sulla funzione della testimonianza diretta come valore aggiunto per uno studio articolato e consapevole”, spiega la sindaca di Roma Virginia Raggi.



“Le attività e i percorsi sulla Memoria dovrebbero essere presenti nel percorso di crescita di tutti gli studenti. Ed è proprio in questa direzione che ci stiamo muovendo, rinforzando il valore e l’importanza della testimonianza come strumento per creare legami e coesione della nostra comunità. La scuola è centrale nella catena che unisce memoria, riflessione, narrazione e conoscenza. Tutti dobbiamo impegnarci ogni giorno per questo”, osserva l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.



“Ciò che distingue questi viaggi dalle altre iniziative per il ricordo della Shoah è che si sceglie di abbandonare la propria quotidianità per dedicarsi completamente al dovere della memoria". Lo afferma Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, e prosegue: "Quando si visitano quei luoghi si è coinvolti a pieno: non si tratta più di ascoltare e immaginare, ma si è lì con il cuore e con la testa. Camminando per Auschwitz si dà una forma concreta e reale alla storia. Visitare i luoghi dell’orrore rende la Shoah indubitabile anche per il più scettico e il dovere di raccontare più urgente. Il nostro impegno è rivolto anche in questa direzione: combattere il negazionismo in ogni sua forma” . 



 "Come Fondazione riteniamo i viaggi della memoria uno strumento fondamentale per comunicare con i giovani. Attraverso una esperienza diretta nei luoghi dell’orrore i ragazzi possono comprendere appieno a cosa possano portare il razzismo e l’antiebraismo. Questo sforzo per mantenere viva la memoria tra i ragazzi è centrale per la Fondazione, che si rivolge a loro anche attraverso altre iniziative, come l’Alternanza scuola lavoro, le visite guidate per le classi alla nostra sede museale e la sempre maggiore attenzione alla comunicazione attraverso i social media”, sottolinea il Presidente della Fondazione Museo della Shoah, Mario Venezia.

 

RED

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