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ROMAISON 2020. Continua la programmazione digitale della mostra

Tematica: Cultura

20 novembre 2020

Prosegue il palinsesto digitale di ROMAISON, progetto di riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico e contemporaneo rappresentato dagli atelier di Costume romani, fortemente voluto e supportato dalla Sindaca Virginia Raggi.

La sospensione dell’apertura al pubblico non ferma le attività della mostra, che si è configurata come una piattaforma web di approfondimenti e incontri, con una programmazione di podcast e video che resta sempre disponibile sui profili ufficiali della mostra.

 

In un tour guidato di ROMAISON, disponibile sul canale YouTube della mostra e sul sito web www.romaison.it, è la curatrice Clara Tosi Pamphili ad accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo, soffermandosi sulle storie delle sartorie e sui personaggi che le hanno attraversate e hanno contribuito a creare l’immaginario affascinante e composito che lega costume, moda e società: dagli abiti e gli accessori realizzati per il cinema, ai pezzi autentici come quelli di Worth, Poiret, Gallenga, Dior o Balenciaga, conservati negli archivi degli atelier, alle icone che hanno rivoluzionato l’immagine femminile e la sua rappresentazione negli Sessanta e Settanta.

 

Del rapporto con il cinema, il costume e, in particolare, con le rappresentazioni raffinate e potenti di Bertolucci, parlerà Antonio Marras, nella talk in diretta Instagram in programma per giovedì 26 alle 19, approfondendo la sua personale visione cinematografica della moda: a partire dalle collaborazioni con l’attrice Dominique Sanda e l’artista Milly - interpreti tra l’altro de Il Conformista di Bertolucci, i cui abiti sono esposti in mostra - fino a quella con Marisa Berenson, tratteggiando un universo creativo in cui fonde artigianalità e arte.

 

La programmazione dei podcast prosegue con una seconda serie di approfondimenti, attraverso il racconto diretto dei protagonisti con immagini e materiali d’archivio. Mercoledì 25 alle 18.30, accompagnati da Luigi Piccolo, scopriamo la preziosa collezione di abiti originali della Sartoria Farani; venerdì 27 alle 18.30 Jacopo Peruzzi, settima generazione della famiglia che dal 1815 guida la sartoria, spiegherà come continua la tradizione e l’attività di Costumi d’Arte, con la sua peculiare specializzazione in divise militari e abiti clericali. Domenica 29 alle 18.30, infine, Dino Trappetti direttore di Tirelli Costumi ripercorrerà il rapporto tra la sartoria e il cinema, attraverso la selezione di abiti, costumi e pezzi autentici, esposti in mostra.

 

Dopo Gabriella Pescucci, Carlo Poggioli e Gabriele Mayer, ciclo di video interviste Encounters ospita lunedì 23 alle 18.30, l’ultima visitatrice d’eccezione alla mostra: Ariana Papademetropoulos. La giovane e iconica artista americana, che ha già all’attivo importanti collaborazioni nel mondo della moda, in una promenade nel percorso espositivo, racconterà come il costume possa essere un’ispirazione per le arti visive: dall’abito che ha mitizzato Donyale Luna nel Satyricon di Fellini, ai bozzetti surreali per il teatro di Leonor Fini.

 

Gli Encounters continuano con una serie dedicata agli artigiani speciali custodi di quei mestieri antichi fondamentali che sono la ricchezza e l’heritage degli atelier. Dopo aver visto da vicino come si fanno un cappello e una corazza, al Laboratorio Pieroni, incontriamo la restauratrice di abiti antichi alla Sartoria Farani (martedì 24 alle 18.30), la tagliatrice di tessuti (giovedì 26 alle 13.00) e l’artigiana che invecchia ad arte stoffe e abiti (sabato 28 alle 18.30) da Tirelli Costumi: ognuna di loro racconterà e mostrerà quelle tecniche artigianali che - tra tradizione e originalità- rendono la produzione delle sartorie unica e ricercata a livello internazionale.

 

Su Facebook e Instagram il ricco palinsesto di appuntamenti proseguirà con contenuti inediti in continuo aggiornamento  fino al termine della mostra e consentirà al pubblico di conoscere da vicino le sartorie e le loro storie attraverso le voci narranti degli stessi protagonisti.

 

Romaison 2020 quindi continua sul web. Appuntamenti e notizie sul sito di ROMAISON 2020

e sui social facebook e Instagram

 

ROMAISON 2020 - Roma, una Maison straordinaria: archivi e produzioni dei laboratori di Costume, è la prima edizione del progetto fortemente voluto dalla sindaca Virginia Raggi, per valorizzare e sistematizzare quel prezioso unicum creativo che caratterizza la città, come uno straordinario laboratorio progettuale diffuso.

 

"Roma capitale della creatività. ROMAISON 2020 racconta una città unica dove moda e cinema generano da sempre un sistema creativo apprezzato in tutto il mondo. Grandi registi e produzioni internazionali scelgono Roma per i loro capolavori. Anche in questo momento storico la nostra città rappresenta uno scenario perfetto per realizzare opere cinematografiche, un laboratorio dove poter fare ricerca continua e realizzare costumi. Il cinema  ispira la moda e la moda ispira il cinema in un continuum temporale unico. ROMAISON 2020, innovativo progetto curato con garbo e tenacia da Clara Tosi Pamphili, è un omaggio alla storia e alla capacità delle sartorie romane, eccellenze del made in Italy. Questa mostra è un evento che esalta la produzione stilistica capitolina e le grandi firme che da sempre vestono le icone del cinema. Questa grande industria è un esempio di eccellenza e di economia circolare concreta: un patrimonio di cultura grazie al quale i costumi si riadattano, coniugando innovazione, sostenibilità e conservazione. Una cura di patrimoni, anche di terza generazione: è così che migliaia di abiti divengono oggetto di studio e ricerca per molte realtà, soprattutto per le “case” e le scuole internazionali di moda.

Un ringraziamento va alla straordinaria Tilda Swinton, artista poliedrica che ha scelto Roma per una performance unica: “Embodying Pasolini". Segno della centralità e della continua attenzione che cinema e moda hanno per Roma e l’Italia.

La mostra prosegue sul web: in questo periodo in cui i musei sono necessariamente chiusi, diamo appuntamento a tutti sulle pagine Facebook e Instagram di ROMAISON, dove è già disponibile un palinsesto di appuntamenti con contenuti inediti, che continuerà ad aggiornarsi fino al termine della mostra consentendo al pubblico di conoscere da vicino le sartorie e le loro storie attraverso le voci narranti degli stessi protagonisti.” afferma la sindaca Virginia Raggi.Romaison_Raggi

 

Allestita negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e curata dalla storica e critica della moda Clara Tosi Pamphili, la mostra riunisce le più importanti sartorie di Costume romane: Annamode, Costumi d’Arte - Peruzzi, Sartoria Farani, Laboratorio Pieroni, Tirelli Costumi, con la presenza di bozzetti dall’archivio personale di Gabriele Mayer - un fondo di riconosciuta importanza storica, che sarà donato alla Galleria Nazionale - e con una sezione dedicata a Mensura, storico produttore di manichini.

 

Una mappa permette di visualizzare la presenza degli atelier sul territorio, disegnando un ipotetico museo d’impresa in itinere. In un grande atelier, ricreato per l’occasione, la dimensione del lavoro, della tecnica, dell’artigianalità e dell’ispirazione - tipiche dell’ambito laboratoriale  -  dialoga con l’aspetto della ricerca e della conservazione, sviluppato dagli archivi delle singole maison.

Tavoli, strutture metalliche a muro, pedane, tracciano le direttrici per i continui rimandi tra la produzione e le straordinarie raccolte di pezzi storici originali delle collezioni delle sartorie: un corpus alimentato con cura e passione, in quasi un secolo di attività.

 

Veri e propri tesori compongono una raccolta di capi spesso inediti, arricchita dalle continue donazioni effettuate da privati, che contribuiscono a rendere vive e a rinnovare queste straordinarie collezioni. In un gioco di rimandi tra pezzi d'epoca e costumi, abiti eccezionali che vanno da Charles Frederick Worth, il sarto inglese a cui dobbiamo la nostra concezione di moda, fino a Paul Poiret; dalla romana Maria Monaci Gallenga di cui sono esposti anche i blocchi per la speciale tecnica di stampo a oro e argento su velluto, fino a Madame Gres e agli atelier di alta moda romani come Schubert e Zecca. E, ancora, i grandi dell'alta moda francese come Christian Dior e Balenciaga dialogano tra loro con i costumi straordinari de “Il Conformista” e “L'Ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci, ma anche con la famosa “Cleopatra” interpretata da Elizabeth Taylor, con gli abiti di “Salò” di Pasolini, o con quelli di “Miss Marx”, presentato con successo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, fino alle serie tv  di grido, come “Penny Dreadful”.

I Costumi dei grandi nomi come Pescucci, Canonero, Atwood, Squarciapino, Donati, Tosi, fino ai più giovani Catini Parrini e Torella, per citarne alcuni, sono messi a confronto diretto con i magici archivi di questi luoghi, per loro fonte di ispirazione.

 

Il rapporto tra Moda e Costume “meravigliosamente ambiguo, in una dimensione parallela di ispirazione reciproca soprattutto a Roma” - come scrive la curatrice nel testo che introduce alla mostra - è il filo sotteso a questo insieme eterogeneo di storie affascinanti, che si snodano per oltre un secolo, dalla nascita di Cinecittà nel 1937 alle prime produzioni internazionali girate negli studi romani, come il "Principe delle Volpi” del 1949, dalla stagione dorata del cinema italiano ad oggi.

Un corto circuito che irrompe nella rappresentazione di alcune icone cinematografiche, di bellezza e fascino atemporale: Florinda Bolkan che indossa un vero abito di Gallenga come costume nel film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, Donyale Luna - la prima modella di colore che compare sulla copertina di Vogue nel 1966 - in “Satyricon”, Silvana Mangano, icasticamente glamour mentre indossa le sue parure Bulgari con ametiste, quarzi e diamanti in “Gruppo di Famiglia in un Interno”, Jane Fonda nel celebre “Barbarella”.

 

Con l’obiettivo di evidenziare una continuità tra il passato e il futuro di questo genius loci, ROMAISON dedica una sezione alle scuole e accademie di moda che, attraverso una didattica che unisce lo studio della tradizione alla sperimentazione, formano i nuovi talenti: con cadenza settimanale, a rotazione, saranno esposti i migliori progetti realizzati dagli studenti di: Accademia di Alta Moda Koefia, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia di Costume e Moda, IED Istituto Europeo di Design, NABA Nuova Accademia di Belle Arti.

 

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Contributo tecnico di Rinascente. Si ringraziano Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Fondazione Cinema per Roma.

 

Il palinsesto degli appuntamenti e tutte le informazioni utili sul sito di ROMAISON 2020 e sui social Facebook e Instagram

 

 

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