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Assemblea Capitolina approva consolidato 2018. Da Giunta maxi-emendamento su triennale 2020-2022

Tematica: Bilancio

19 dicembre 2019

 

L'Assemblea Capitolina ha approvato il Bilancio Consolidato 2018 di Roma Capitale. Il documento integra i consuntivi economico-finanziari e patrimoniali del 2018 del Campidoglio, del gruppo Acea e delle altre società partecipate (Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali, Aequa Roma, Associazione Teatro di Roma, Azienda Speciale Palaexpò, Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Roma Solidale Onlus, Fondazione Teatro dell’Opera, Risorse per Roma e Zètema), oltre ai pre-consuntivi di Ama, Farmacap, Roma Metropolitane e Roma Servizi per la Mobilità. Atac rimane esclusa dal perimetro di consolidamento, come prevede la legge in caso di azienda sottoposta a procedura di concordato preventivo.

 

Lo stato patrimoniale consolidato registra un patrimonio netto di circa 10,2 miliardi di euro (+1,2 miliardi rispetto al 2017). Il conto economico si chiude con un risultato di esercizio di circa -42 milioni, su cui incidono le rettifiche da consolidamento dovute alla riconciliazione delle partite debitorie e creditorie reciproche tra Campidoglio e partecipate.

 

“Con il Bilancio Consolidato 2018 confermiamo l’impegno a fare chiarezza sui debiti e crediti reciproci tra il Campidoglio e le sue società”, dichiara l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti. “Il cambio della governance di alcune aziende ha consentito di estendere il numero delle partecipate incluse nel perimetro di consolidamento, per restituire un’immagine ancora più fedele dello stato complessivo del gruppo Roma Capitale: il suo patrimonio si conferma pienamente in grado di sostenerne le esigenze economico-finanziarie”.

 

Intanto la Giunta ha varato un maxi-emendamento al triennale di previsione 2020-2022 che verrà sottoposto al vaglio dell'Assemblea Capitolina. Rilanciare i servizi pubblici sul territorio mediante lo sviluppo delle società partecipate: questo l’obiettivo del fondo da 100 milioni di euro previsto nel testo licenziato dalla Giunta. L’accantonamento è destinato a finanziare i piani industriali delle aziende del gruppo Roma Capitale.

 

Quanto al capitolo investimenti, per l’annualità 2020 vengono assicurati ai Municipi circa 170 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al previsionale 2019. Somme che vanno a finanziare gli interventi che per legge possono essere inseriti nel piano delle opere pubbliche, ovvero quelli con un livello di progettazione adeguato a una rapida apertura dei cantieri. Le altre opere proposte dai Municipi sono comunque recepite nel Dup (Documento unico di programmazione) e potranno essere finanziate nel corso dell’anno al raggiungimento del livello di progettazione minimo.

 

Il cofinanziamento del Ponte dei Congressi a carico di Roma Capitale per circa 28 milioni di euro (la restante parte è invece a carico dello Stato) resta disponibile nell’ambito degli spazi di indebitamento ancora utilizzabili. I relativi fondi verranno quindi “attivati” nel momento in cui si renderà necessario il loro impegno per la realizzazione dell’opera.

 

RED

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