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"La città che vorrei": dal 22 al 24 maggio il gran finale del progetto sicurezza stradale per le scuole

Tematica: Mobilità Sostenibile - Scuola - Attività progettuali

22 maggio 2019

 

Dal 22 al 24 maggio all’Aranciera di San Sisto si tengono le giornate conclusive de La città che vorrei. Decoro, Sicurezza, Resilienza, progetto di formazione sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile che ha coinvolto tra gennaio e maggio 14 scuole primarie in 12 Municipi.

 

Nel complesso: 4.300 gli alunni che hanno partecipato, 208 le classi. Ogni classe ha avuto 10 ore di formazione per un totale di 2.080 ore, distribuite con regolarità nell’arco di 5 mesi tra attività in aula – per  l’apprendimento dei moduli didattici (Gli elementi della strada, Regole e comportamenti, Mobilità sostenibile) ed “esercitazioni in cortile” per imparare a usare correttamente la bicicletta.

 

La città che vorrei fa parte del piano di riqualificazione delle periferie De.Si.Re - Decoro, Sicurezza e Resilienza realizzato e promosso da Roma Capitale, coordinato da Roma Servizi per la Mobilità, in collaborazione con la Polizia Locale, AC Roma (Acinservice e Anai), Federazione Ciclistica Italiana e con il patrocinio della Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità.

 

Le giornate all’Aranciera sono un’occasione per presentare i risultati delle attività svolte, insieme a tutti coloro che nel corso dell’anno hanno contribuito all’iniziativa. Ai margini dell’area sono stati allestiti circuiti per bici e stand dedicati ai temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile. Nella tre giorni vengono mostrati gli elaborati delle scuole e messe in scena due pièce teatrali – Angoli di strada e La città che vorrei – che hanno rafforzato l’attività formativa durante l’anno scolastico.

 

Obiettivi dei corsi per gli alunni: far conoscere l’uso corretto della strada (a piedi, in bici o a bordo di un veicolo), stimolando la capacita` di riconoscere il pericolo e tradurne la percezione in comportamenti sicuri; insegnare le regole del Codice della Strada; consolidare nei bambini modelli di mobilità sicura e sostenibile: andare a piedi e in bicicletta (sollecitando iniziative del genere Pedibus e Bicibus), in collegamento con il trasporto pubblico e con forme alternative di uso dell'auto (car pooling, car sharing); far comprendere i benefici che dalla mobilità sostenibile conseguono su ogni piano: fisico, psicologico, ambientale, sociale, di vivibilità e inclusività.

 

Il pieno coinvolgimento, durante il ciclo formativo, di dirigenti scolastici, docenti  e degli agenti della Polizia locale (che hanno specifica competenza nell'educazione stradale), nonché delle famiglie (periodicamente incontrate nei vari momenti formativi) ha avuto un duplice fine: 1) accrescere i livelli di conoscenza e consapevolezza in tutti coloro che entrano in gioco nei processi educativi, perché a loro volta propongano modelli di comportamento coerenti con gli obiettivi dell'azione formativa; 2) consentire a scuole, docenti e Polizia Locale di fare anche in futuro educazione su questi temi, grazie agli strumenti e ai materiali lasciati in eredità dal progetto La città che vorrei.

 

In prospettiva, preannuncia Roma Capitale in una nota, l’intento è di estendere a tutte le scuole del territorio capitolino percorsi formativi, autonomi e di analoga rilevanza, sui temi della sicurezza stradale, del rispetto delle regole e della mobilità sostenibile.

 

RED

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