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Referendum

I cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale possono esercitare l’iniziativa dei referendum consultivi e abrogativi mediante una richiesta, accompagnata dal relativo quesito, recante non meno di mille sottoscrizioni autenticate a norma di legge.
I predetti sottoscrittori, che costituiscono il Comitato promotore, curano, in tutti i casi di raccolta delle firme, che le sottoscrizioni dei cittadini siano associate al quesito e accompagnate dall’indicazione del numero di iscrizione nelle liste elettorali di Roma Capitale attestata dai competenti uffici capitolini Anagrafe ed Elettorale della Direzione Coordinamento Servizi Delegati e dei Municipi.
Non sono stabiliti termini da osservare per la presentazione della richiesta di referendum e del relativo quesito che deve avere ad oggetto il compimento di atti generali dell’Assemblea Capitolina, con esclusione degli atti relativi ad alcune materie (bilanci, tributi, tariffe, contributi, assunzione di mutui o emissione di prestiti obbligazionari, acquisti e alienazioni immobili, permute, appalti e concessioni, elezioni, nomine, designazioni, revoche o decadenze, atti inerenti la tutela di minoranze etniche o religiose).
Il quesito deve essere formulato in modo chiaro e univoco, non può riguardare materie che abbiano già formato oggetto di referendum negli ultimi tre anni ed è sottoposto, entro un mese dalla presentazione, al giudizio di ammissibilità della apposita Commissione per i Referendum, composta da tre docenti universitari in materie giuridiche, dal Segretario Generale di Roma Capitale e dal Capo di Gabinetto del Sindaco.
Nel caso in cui la richiesta sia giudicata ammissibile, entro un mese dalla notifica della relativa deliberazione il Comitato deve avviare la raccolta delle ulteriori sottoscrizioni, anch’esse autenticate a norma di legge, in numero non inferiore all’uno per cento di quello della popolazione residente accertata nell’anno precedente al deposito.
La raccolta delle firme avviene mediante modulo approntato dai promotori in conformità al modello a tal fine predisposto dagli Uffici capitolini e reso disponibile presso ciascuna sezione dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. I moduli possono essere utilizzati per la raccolta previa vidimazione da parte degli Uffici del Segretariato Generale di Roma Capitale.
Accanto ad ogni firma raccolta, deve essere riportato il numero di iscrizione del cittadino nelle liste elettorali di Roma Capitale, che viene inserito dal Servizio Elettorale su richiesta diretta del Comitato promotore (è consigliabile procedere per gruppi di moduli, man mano che si procede alla raccolta delle firme, in modo da non concentrare tutte le annotazioni in prossimità della scadenza del termine di consegna).
A seguito del deposito delle firme nel numero richiesto e della verifica della loro regolarità da parte della Commissione per i Referendum, il Sindaco, entro il 31 gennaio di ciascun anno, indice i referendum le cui richieste siano state giudicate regolari nel precedente anno solare.
Il referendum si tengono in una domenica compresa tra l’1 marzo e il 30 giugno ovvero, in casi eccezionali, tra l’1 ottobre e il 30 novembre.
Possono votare anche coloro che non siano iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, purché presentino dichiarazione scritta di autocertificazione attestante l’iscrizione nelle apposite liste in cui è possibile registrarsi annualmente, dall’1 ottobre al 31 dicembre, presso una qualsiasi sezione dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Quando abbia partecipato al voto di un referendum consultivo almeno un terzo degli aventi diritto per il referendum consultivo, il referendum è approvato con la maggioranza dei voti validamente espressi.
In tal caso l’Assemblea Capitolina entro 30 giorni dalla data di proclamazione dei risultati si determina sull’esito motivando pubblicamente l’eventuale non accoglimento dell’indirizzo politico espresso dal referendum.
Per l’approvazione del referendum abrogativo occorre la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto e la maggioranza dei voti validamente espressi.
Qualora il risultato del referendum sia favorevole all’abrogazione di un provvedimento dell’Assemblea Capitolina ovvero di singole disposizioni di esso, l’Assemblea, entro trenta giorni dalla data di proclamazione dei risultati, dà atto con deliberazione dell’avvenuta abrogazione, che ha effetto dalla data di esecutività della deliberazione.

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