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Novità Condono

Ordine di Servizio n. 74 del 5.10.2017 - Limite volumetrico di assentibilità

Limite volumetrico di assentibilità per le istanze presentate ai sensi dell'art. 39, comma 1, L. 724/94, afferenti ad edifici non residenziali, alle luce degli orientamenti giurisprudenziali

 

Premesso che:
 

l'art.39, comma 1, della L. 724/94, prevede i limiti volumetrici per gli ampliamenti o le nuove edificazioni nella misura di 750 mc del 30% della volumetria originaria;
 

la procedura in vigore presso la U.O. Condoni, nel corso degli anni, ha fatto riferimento a specifiche direttive di merito (circolare Ministeriale n. 2241/1995, O.D.S. U.C.E. n. 772/2008) cui assoggettare le domande di condono presentate ai sensi della L.724/94;
 

nello specifico:
la circolare n. 2241 del 17 giugno 1995, "Applicazione della normativa in materia di definizione agevolata delle violazioni edilizie", al cap. 2, punto 2.2 chiariva che il limite volumetrico suddetto doveva applicarsi solamente alle costruzioni abusive a carattere residenziale e non a quelle destinate ad altri usi, in quanto il co. 16 dell'art. 39 della L. 724/94 stabiliva la possibilità di applicare le riduzioni dell'oblazione previste dall'art. 34 della L. 47/85 anche in deroga ai limiti di cubatura di cui al co. 1 del medesimo articolo;
 

l'O.d.S. n. 772 del 12/05/2008, a firma dell'allora Direttore U.C.E. "Avv. Rodolfo Murra", recita "per gli abusi aventi destinazione diversa da quella residenziale non vi sono limiti volumetrici..."
 

Il lavoro interpretativo, giurisprudenziale e dottrinario che si era formato in un primo momento portava a ritenere che "per gli abusi aventi destinazione diversa da quella residenziale non vi sono limiti volumetrici, come rammenta la Circolare ministeriale n. 2241/1995 tenuto conto della ritenuta ragionevolezza della differenza normativa così come statuito dalla Corte Cost. n.302 del 1996 (rigettando la specifica questione di legittimità costituzionale sollevata dall'allora Pretore di Roma)" ;
 

PRESO ATTO delle diverse pronunce giurisprudenziali che, nel tempo, hanno segnato un interessante "ripensamento" del tradizionale ordinamento:
 

il Consiglio di stato, Sez. V, con sentenza n. 3098/2008, oltre ad escludere ogni efficacia vincolante della circolare ministeriale, ha sottolineato che "sarebbe del tutto illogico ritenere indiscriminatamente condonabili gli immobili a destinazione non residenziale, spesso di rilevante impatto sul territorio, ponendo invece limiti rigorosi in termini di volumetria per quelli ad uso abitativo, determinando quindi la validità dei limiti volumetrici anche per le destinazioni non residenziali";
 

la Corte di Cassazione Civile, sez. I, con sentenza n. 4640 del 26/02/2009, ha sostenuto che "la manifesta intenzione ivi espressa [nel primo comma dell'art. 39, n.d.t] dal legislatore di porre un limite inderogabile, di carattere generale, alla sanabilità degli abusi edilizi ricollegando detto limite all'oggettiva entità dell'abuso e, di conseguenza, all'entità della lesione da esso inferta ai valori espressi dalla normativa urbanistica a tutela di un interesse pubblico preminente, inducono senz'altro ad escludere un'interpretazione della norma che vada al di là di quanto in essa enunciato e sia tesa a circoscriverne la portata ai soli edifici a destinazione residenziale".;
 

con nota di risposta, datata 29.04.2011, il Ministero delle Infrastrutture su richiesta di chiarimenti di merito inoltrata dal Comune di Torre del Greco, ha condiviso il nuovo indirizzo giurisprudenziale rappresentato;
 

la Corte di Cassazione Penale, sez. III, con sentenza n. 31955 dell'1-22 luglio 2015, oltre a ribadire che "la circolate interpretativa è atto interno alla P.A., che si risolve in un mero ausilio ermeneutico e non esplica alcun effetto vincolante non solo per il giudice penale, ma anche per gli stessi destinatari", dichiara che "sarebbe del tutto irragionevole ritenere indiscriminatamente condonabili gli immobili a destinazione non residenziale, spesso di rilevante impatto sul territorio, sotto diversi profili, ponendo invece limiti rigorosi in termini di volumetria per quelli ad uso abitativo e non si spiegherebbe, inoltre, per quale motivo una simile distinzione non sia stata operata dal 
legislatore direttamente nel primo comma dell'art. 39, provvedendo, invece, tale distinguo attraverso un involuto riferimento nelle disposizioni riguardanti il calcolo dell'oblazione";

PRESO ATTO che, dall'entrata in vigore della L. 724/94 ad oggi, l'Ufficio Condono ha provveduto a rilasciare, per immobili a destinazione non residenziale aventi una cubatura superiore ai 750 mc, oltre a quelle relative ad ampliamenti eccedenti il 30% della volumetria originaria, numerose concessioni in sanatoria
 

DANDO ATTO che, in data 03.06.2016 con nota prot. QI/103399, la scrivente ha provveduto a richiedere parere di merito all'Avvocatura Capitolina, stante l'evidente disparità di trattamento che l'accoglimento di tale nuovo orientamento giurisprudenziale avrebbe generato;

in data 19.07.2017, suddetta questione veniva sottoposta all'attenzione del Dirigente dell'Area legislativa e Conferemze dei Servizi della Regione Lazio, che condivideva il nuovo indirizzo giurisprudenziale, ritenendo, pertanto, l'applicabilità dei limiti volumetrici anche alle destinazioni diverse da quella residenziale;

CONSIDERATO
- l'indirizzo giurisprudenziale;
- il parere del Ministero delle Infrastrutture datato 29.04.2011 ;
 

in linea con quanto chiarito dal Dirigente dell'Area Legislativa - Regione Lazio;
 

al fine di liberare Risorse (Soc Affidataria) dai futuri rischi connessi ad eventuali inadempimenti, stante i numerosi procedimenti sospesi

 

DISPONE

 

a tutti gli effetti e per i motivi di cui in premessa, di considerare il nuovo indirizzo giurisprudenziale come parte integrante di tale provvedimento, e, per l'effetto Risorse per Roma (Soc. Affidataria) è tenuta ad applicare il limite volumetrico di assentibilità afferente gli edifici residenziali, di cui all'art. 39, comma 1, L. 724/94, ai procedimenti relativi ad istanze di condono per ampliamenti o nuove edificazioni a destinazione non residenziali aventi una cubatura eccedente a 750 mc o al 30% della volumetria originaria, non ancora conclusi con il rilascio della sanatoria e/o sospesi in attesa di parere,

ogni contraria disposizione in materia è espressamente abrogata. La presente disposizione entra in vigore con effetto immediato e spiega i suoi effetti su tutte le istanze ancora pendenti.

 

Il dirigente
Dott.ssa Stefania Cicatiello


Nella sezione "Allegati":

- Ordine di Servizio n. 74 del 05.10.2017 (f.to Pdf - Kb 139)

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