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Rischi

Rischio incendio boschivo e di interfaccia

L’incendio è un fenomeno di combustione non controllata di materiali generici; può essere provocato da cause naturali (autocombustioni, fulmini) o per mano dell'uomo (incendio colposo o doloso).

 

La combustione è una reazione chimica che si verifica tra un corpo combustibile (legno, carta, petrolio) e un corpo comburente (l’aria, o più precisamente, l’ossigeno presente).

 

Tra le differenti classificazioni degli incendi, si definiscono:

 

  • incendio boschivo, il “fuoco con suscettibilità ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate,   comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure sui terreni coltivati o incolti o pascoli limitrofi a dette aree” (art. 2, Legge 21 novembre 2000, n. 353);

 

  • incendio di interfaccia, l’incendio che si genera in zona di interfaccia, ovvero in aree o fasce in cui l’interconnessione tra le aree naturali e le strutture antropiche è stretta, dove la propagazione può rapidamente coinvolgere abitazioni e infrastrutture.

 

Roma possiede un patrimonio, in termini di territorio non urbanizzato, comprendente 43.000 ettari di boschi e aree verdi e 50.000 ettari di aree agricole e pascoli, pari a due terzi dell’intera superficie comunale, inevitabilmente esposta a rischio incendio, per contrastare il quale, ogni anno, nel periodo estivo, la Protezione Civile attua una Campagna A.I.B. - Anticendio Boschivo.

 

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