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Rischi

Rischio emissioni gas endogeni dal sottosuolo

Il territorio romano è in parte costituito da rocce e terreni prodotti dall’attività del distretto vulcanico dei Colli Albani, formatosi circa 600.000 anni fa con emissioni eruttive che si sono protratte fino ad almeno 20.000 anni fa.

Il distretto vulcanico dei Colli Albani è considerato “quiescente” per le evidenze di attività idrotermale e sismica. Il principale pericolo legato ai fenomeni vulcanici di tipo secondario dei Colli Albani sono le emissioni di gas endogeni.

Questi (principalmente anidride carbonica, idrogeno solforato e radon) risalgono in superficie per varie cause quali: sistemi di faglie/fratture, realizzazioni di scavi, perforazione di pozzi, porosità delle pareti rocciose (di lava e tufo), ecc.

Questi gas possono diventare un rischio significativo se presenti in determinate concentrazioni in luoghi chiusi (ambienti indoor) ed aperti. In particolare ricordiamo l’accumulo di gas negli scantinati di alcuni villini (1990) e le emissioni gassose a Cava de’ Selci (1999 e 2000); la fuoriuscita di gas endogeni da un pozzo in località S. Maria delle Mole (1995); le emissioni di gas in località Morena (2008) ed infine episodi più recenti quali quelli registrati in via Anagnina (2016) e in via Vinciguerra (Trigoria-settembre 2017).

Visto la pericolosità di tali fenomeni, sono stati emanate leggi (L.R. 31/05/2005 n. 14; L.R. 27/05/2008 n. 6), decreti (ad es.: D. Lgs. n. 241/2000), nonché predisposte linee guida tematiche (ad es.: Piano Nazionale Radon predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità).

Per quanto concerne infine le nuove edificazioni nella porzione sud-est del territorio comunale, si rammentano le prescrizioni tecniche contenute nella Determinazione Dirigenziale della Regione Lazio n. 271 del 19.01.2012.

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