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Regione Lazio
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Inquinamento dei terreni e delle falde acquifere

documentazione necessaria per l’istruttoria

Il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale opera per delega di funzioni amministrative da parte della Regione Lazio (art. 5, L.R. 5 dicembre 2006, n. 23). La Regione ha predisposto apposite Linee Guida in materia di bonifiche di siti contaminati, approvate con D.G.R. Lazio n. 451/2008. Tali linee guida illustrano le procedure amministrative da seguire e forniscono delle schede regionali (Allegati A1, A1 bis, A2, A2bis, A3, A3bis) da compilare e trasmettere a cura dei soggetti responsabili o interessati (Vedi modulistica)

Il competente Servizio del Dipartimento Tutela Ambientale al fine di garantire il corretto iter del procedimento amministrativo di sua competenza, a supporto della documentazione amministrativa prevista dalle Linee Guida regionali richiede e raccomanda:

Soggetti:

quanto indicato nella relativa sezione dell’Allegato A3 ed A3 bis (Vedi

modulistica) deve essere integrato con l’indicazione, per tutti i soggetti aventi titolo, di indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o indirizzo e-mail (solo per chi non sia in possesso di PEC) da utilizzare per le comunicazioni da parte dell’Amministrazione;

Proprietà ed identificazione catastale:

deve essere fornito uno stralcio catastale aggiornato a scala adeguata (affinché siano leggibili i numeri delle particelle), sottoscritto dal soggetto responsabile/interessato, che riporti il perimetro del sito; deve essere fornita la visura catastale aggiornata di ciascuna delle particelle catastali interessate, che riporti il nominativo della proprietà al fine di poter verificare la correttezza delle informazioni dichiarate nelle schede regionali; nel caso in cui nella visura catastale non risulti aggiornato il dato relativo alla proprietà, quest’ultimo va comprovato mediante atto notarile.

Deve essere nota la destinazione urbanistica del sito e dichiarata nella documentazione tecnico/progettuale che si presenta alle Amministrazioni.

Scarico in pubblica fognatura:

L'autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura è rilasciata dal competente Ufficio Autorizzazione Acque Reflue Domestiche ed Industriali del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale previa acquisizione del Nulla Osta idraulico da parte di ACEA ATO 2. All'Ufficio Autorizzazione Acque Reflue Domestiche ed Industriali vanno pertanto rivolte tutte le istanze di autorizzazione secondo le procedure proprie dell’Ufficio. Preventivamene, e secondo le procedure specifiche di ciascun ufficio, deve essere richiesto ed ottenuto dal Municipio competente per territorio il nulla osta per l’allaccio in fogna (casi di nuova realizzazione o regolarizzazione) e deve essere rivolta istanza di nulla osta idraulico al competente Ufficio di ACEA ATO 2. Per i casi riguardanti la messa in sicurezza e la bonifica di siti contaminati, affinché gli Uffici destinatari possano agevolmente attribuire la giusta priorità all’iter di tali istanze, nell’OGGETTO deve comparire esplicito riferimento alle attività di messa in sicurezza/bonifica di sito contaminato, tema che riveste carattere di urgenza a norma di legge. Le istanze presentate ed ACEA ATO 2 ed al Servizio Autorizzazioni Scarichi Idrici di Roma Capitale, e tutte le comunicazioni successive in tema, devono essere rese note per opportuna conoscenza, anche al Servizio Bonifica Siti Contaminati Inquinamento Diffuso e Geologia Ambientale di Roma Capitale. Nei progetti di bonifica in cui sia previsto scarico in pubblica fognatura delle acque trattate, deve sempre essere fornito riscontro dell’attivazione di tali istanze presso gli Uffici competenti. Tale circostanza va inoltre chiaramente evidenziata nella nota di trasmissione del progetto.

Stesura e trasmissione elaborati di progetto:

I progetti trasmessi a mezzo pec, per questioni di gestione amministrativa, non possono essere frazionati in molteplici invii. I progetti trasmessi in formato cartaceo devono essere redatti limitando al massimo il volume cartaceo degli elaborati, destinando a stampa gli elementi essenziali per ricostruire il modello concettuale quali: stratigrafie, tabelle di sintesi di analisi di terreni ed acque, piante e sezioni geologiche, piezometriche statiche e dinamiche, distribuzione degli inquinanti nei suoli e riporti, terreni insaturi e in falda. Il progetto cartaceo deve essere corredato di CD contente l’intero progetto nonché altri documenti voluminosi quali: schermate di analisi di rischio, certificati analitici, formulari ed altra documentazione amministrativa o comunicazioni, questi verranno sempre nell’indice dell’elaborato di progetto. Il proponente deve trasmettere direttamente, in un'unica soluzione, copia del progetto a tutti gli Enti competenti: Roma Capitale, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale (ex Provincia), Arpa Lazio, ed agli Enti competenti per territorio: ASL e Municipio (Unità Organizzativa Tecnica - UOT); quando il progetto prevede perforazioni o scavi una copia va inviata sempre anche al MiBACT - Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma - Ufficio Tutela Archeologica.

Sottoscrizione delle comunicazioni:

Tutte le comunicazioni agli Enti competenti relative alle schede regionali (Allegati A1, A1 bis, A2, A2bis, A3, A3bis. Vedi modulistica) ed alla trasmissione di documentazione progettuale da esaminare in Conferenza dei Servizi devono essere effettuate dal soggetto responsabile o interessato e sottoscritte dallo stesso; ai soli fini della trasmissione a mezzo PEC (protocollo.tutelaambientale@pec.comune.roma.it) i soggetti responsabili possono autorizzare società di progettazione o altri consulenti ad inviare documentazione in loro nome e per loro conto.

 

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