Segnala

Regione Lazio
Translate

Use Google to translate the web site.
We take no responsibility for the accuracy of the translation.

Giardino dei Giusti dell'Umanità in Roma

Biografie dei Giusti - Dediche 2019

BRONISLAW GEREMEK (1932 - 2008)

Giardino_Giusti_Geremek

Nacque il 6 marzo 1932 a Varsavia in una famiglia ebraica. Il suo nome era Benjamin Lewertow. Fu rinchiuso nel ghetto dal 1940 al 1942 poi riuscì a fuggire con la madre mentre il padre fu assassinato ad Auschwitz. Successivamente, sua madre sposò colui che l’aveva salvata e il bambino prese il suo nome, Gerémek. Allevato come cattolico, da adulto non si considerò né ebreo né cattolico. Nel dopoguerra, divenne uno storico importante, insegnò a Varsavia e alla Sorbonne a Parigi, e si segnalò per i suoi studi fondamentali sui poveri e i marginali nel Medioevo. Aveva aderito nel 1950 al Partito Comunista, ma ne uscì nel 1968 per protesta per l’invasione della Cecoslovacchia. Negli anni Settanta fu uno dei leader  dell’opposizione democratica al regime, e tra i fondatori di Solidàrnosc.  Fu fu più volte arrestato nel periodo  1981-1983 e gli fu impedito di recarsi all’estero. Fra il 1987 e il 1989 ebbe un ruolo fondamentale nelle trattative che prepararono la transizione alla democrazia ed eletto al Parlamento polacco nella lista di Solidàrnosc nel 1989.  Dal 1997 al 2000 fu Ministro degli Esteri e nel 2004 fu eletto al Parlamento Europeo.  Fervente europeista, si impegnò nella costruzione dell’Europa sia nella sua attività politica che in quella accademica, nella quale tenne la cattedra di Civilizzazione Europea al Collège de France fino alla morte. Morì in un incidente stradale nel 2008. Il cortile ovale della sede del Parlamento europeo a Stasburgo gli è intitolato.

Approfondimenti

https://it.gariwo.net/giusti/biografie-dei-giusti/dissidenti-est-europa/figure-esemplari-segnalate-da-gariwo/bronislaw-geremek-1374.html

https://www.repubblica.it/esteri/2018/09/21/news/polonia_svelata_la_lapide_delle_polemiche_dedicata_all_europeo_geremek-206991053/

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/09/19/news/bronislaw-geremek-il-professor-europa-214487/

 

URSULA HIRSCHMANN (1913 - 1991)

Giardino_Giusti_Hirschmann.jpgNacque a Berlino il 2 settembre 1913 da una famiglia ebraica di estrazione borghese. Intraprese gli studi di economia insieme al fratello Albert, più tardi candidato al Premio Nobel. Nel 1932 entrò a far parte del partito socialdemocratico e si battè contro l’avanzata del nazismo. Nel 1933 raggiunse il fratello Alberto in esilio a Parigi, e qui  incontrò Eugenio Colorni, futuro padre fondatore dell’Europa insieme ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. Lo sposa nel 1935 e con lui si trasferisce in Italia, a Trieste, dove partecipa attivamente all’opposizione clandestina al fascismo. Nel 1939 segue il marito condannato al confino a Ventotene dove nacque il Manifesto di Ventotene, che formula l’idea di Europa, redatto da Colorni, Spinelli e Rossi. Ursula, che non è confinata e può quindi muoversi liberamente, porta il testo del Manifesto sulla terraferma e ha un ruolo centrale nella diffusione delle idee europeiste. Nell’agosto 1943 è fra i partecipanti alla riunione milanese in cui nasce il Movimento Federalista Europeo. Nel 1944 Colorni, che dirige a Roma l’edizione clandestina de L’Avanti, viene assassinato dai fascisti della banda Koch. Ursula, ormai legata da tempo ad Altiero Spinelli, che in seguito sposerà, si dedica sempre più al movimento europeista. Nel 1975 fonda a Bruxelles l’associazione Femmes pour l’Europe.  Muore a Roma nel 1991. E’ sepolta nel cimitero acattolico di Roma.

Approfondimenti

https://it.gariwo.net/giusti/biografie-dei-giusti/coraggio-civile/figure-esemplari-segnalate-da-gariwo/ursula-hirschmann-19443.html

https://www.cirsde.unito.it/sites/c555/files/allegatiparagrafo/25-05-2016/e-book_9788890555602.pdf

 

ALEXANDER LANGER (1946 - 1995)

Giardino_Giusti_Langer.jpgNacque a Sterzing/Vipiteno in Alto Adige/Südtirol il 22 febbraio 1946. Giornalista, traduttore, insegnante, fin da giovanissimo aveva collaborato con diverse riviste, associazioni e iniziative civiche. Nel 1978 venne eletto (e vi rimase per tre legislature) nel Consiglio provinciale di Bolzano nella lista Neue Linke/Nuova sinistra, prima, e in quella Verde Alternativa dal 1988.  Negli anni '80 fu tra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa, come forza innovativa e trasversale. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1989 fu primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. Si impegnò concretamente soprattutto per una politica estera di pace, per relazioni più giuste Nord-Sud ed Est/Ovest, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita. Dopo la caduta del muro di Berlino il suo impegno fu rivolto a  contrastare i contrapposti nazionalismi, sostenendo le forze di conciliazione interetnica nei territori dell’ex-Jugoslavia. Con il "Verona Forum” offrì un tavolo di dialogo a centinaia di militanti della convivenza che si riunirono a Verona, Strasburgo, Vienna, Bruxelles, Parigi, Tuzla, Skopje e Zagabria. Il 26 giugno si recò a Cannes, con altri parlamentari, per portare ai capi di stato e di governo un drammatico appello: "L'Europa muore o rinasce a Sarajevo". Al censimento del 1981 e 1991 Alexander Langer, che si era sempre dichiarato di madre lingua tedesca, rifiutò di aderire al censimento nominativo che rafforza la politica di divisione etnica. Con questo pretesto, nel maggio '95, venne escluso senza troppo scandalo dalla candidatura a Sindaco di Bolzano, la sua città. Decise di interrompere la vita il 3 luglio 1995, all'età di 49 anni.

Approfondimenti

http://www.alexanderlanger.org/it

https://www.youtube.com/watch?v=8yKTHp5qwtk

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/in-viaggio-con-alex/

http://www.alexanderlanger.org/it/513/2036

http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=1075

 

ANTONIO MEGALIZZI (1989 - 2018)

Giardino_Giusti_Megalizzi.jpgL'11 dicembre 2018 un terrorista, Chérif Chekatt, si è introdotto nella zona dei mercatini di Strasburgo presso il Christkindelsmärik, lo storico mercatino natalizio, ed ha sparato contro diverse persone uccidendone 5 e ferendone altre armato di coltello e pistola. Cinque persone sono morte nei primi momenti o nei giorni successivi e altre undici sono risultate ferite. Le vittime, di diverse nazionalità, sono state: il thailandese Anupong Suebsamarn, il francese Pascal Verdenne, l'afgano Kamal Naghchband, il giornalista italiano Antonio Megalizzi, morto 3 giorni dopo, e il polacco Barto Pedro Orent-Niedzielski, collega e amico di Megalizzi, deceduto cinque giorni dopo. C. Chekatt è stato individuato due giorni dopo vicino alla sua abitazione, tra Neudorf e lo stadio della Meinau, ne è seguito uno scontro a fuoco ed è stato ucciso. Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attentato. Originario di Trento, 29 anni, Antonio Megalizzi, negli ultimi mesi, aveva svolto il ruolo di speaker radiofonico presso la redazione di Europhonica, un progetto di RadUni - un collettivo di radio universitarie - che mira a raccontare l’Europa con la voce degli studenti universitari. Nella sua domanda di iscrizione alla Laurea magistrale, Antonio scriveva “Then, I began the adventure of Europhonica, a radio program which broadcasts from the EU Parliament in Strasbourg. It was in that moment that I literally felt in love with the EU.” Antonio rappresenta una generazione di giovani che studiano e lavorano in tutto il mondo per realizzare qualche cosa che va oltre il solo conseguimento del titolo di studio, dando corpo e sostanza a principi e ideali che fondano la società moderna, giusta e inclusiva in cui aspiriamo a vivere.

Approfondimenti

https://webmagazine.unitn.it/news/ateneo/52732/il-dolore-dellateneo-per-la-scomparsa-di-antonio

https://www.youtube.com/watch?v=E_hkcOWq2NA

https://www.youtube.com/watch?v=Bv3v68wgvl0

 

KAREN JEPPE (1876 - 1935)

Giardino_Giusti_Karen_Jeppe.jpgNacque  nel 1876 a Gylling (Danimarca); all'età di 13 anni è inviata dai parenti ad Als per apprendere la lingua tedesca e nel 1893, a 17 anni, viene iscritta all'Ordrup Grammar. Suo padre desiderava per  Karen gli studi di medicina, ma Karen amava la matematica, studio troppo duro per lei, che si ammalò per due anni. Successivamente divenne insegnante. Nel 1902 venne pubblicato un resoconto sulle persecuzioni degli armeni scritto da Aage Meyer Benedictsen, un filologo che aveva studiato anche l’armeno, e aveva visitato l'orfanatrofio della "German Orient Mission" di Urfa  (Turchia) di Johannes Lepsius, dove erano raccolto gli scampati ai massacri hamidiani  (1894-96) una serie di eccidi subiti dal popolo armeno durante il lungo regno del sultano dell'Impero Ottomano Abdul Hamid II (1876-1909). Al ritorno in Danimarca Benedictsen aveva fondato l'"Associazione Amici Danesi degli Armeni"; la notizia che Lepsius sta cercando un insegnante per il suo orfanotrofio spinge Karen Jeppe a partire subito per a Urfa (50.000 abitanti). Prima di iniziare a lavorare Karen studia per un anno intero l'armeno, l'arabo e il turco. Introduce un nuovo metodo di studio con suoni e immagini, che consente agli allievi di imparare le lingue nel giro di un anno, poi copiato dagli altri insegnanti. I giorni felici finiscono con la I guerra mondiale, quando comincia il genocidio. La Jeppe nasconde gli scampati in cantina, organizza la distribuzione di acqua per le carovane, veste con abiti kurdi e arabi i deportati. Resta a Urfa per tutto il tempo della guerra, fino al 1918, quando si ammala "di nervi" e ritorna in Danimarca, dove si ferma 3 anni senza riuscire a recuperare le forze. Nel 1921 ritorna ad Aleppo dove costruisce un ambulatorio, una casa dei fanciulli, una fabbrica di vestiti per i sopravvissuti. Invia in Danimarca i pezzi ricamati e ne ricava denaro per le sue attività. Nel 1922 una nuova ondata di rifugiati dalla Cilicia, abbandonata dai francesi, rende la situazione ancora più drammatica. Quando la Lega delle Nazioni invia i fondi necessari per liberare i giovani schiavi cristiani e le fanciulle armene degli harem, la Jeppe inizia a lavorare anche su questo fronte e si lamenta del poco denaro a disposizione. Nel 1923 crea delle "stazioni di ricerca" e delle "stazioni di soccorso", riuscendo a salvare con la sua organizzazione ben duemila tra donne e bambini e a riunire l'80% delle famiglie da dove le donne deportate venivano, alle volte comperate, inviate ad Aleppo. Venuta in contatto con uno sceicco beduino, Hadjim Pasha, del quale diventa buona amica, prende in affitto parte della sua terra e vi insedia una piccola colonia armena di contadini, dove costruisce anche una piccola casa per sè. Nel 1935 si rifugia nella sua casa bianca della colonia, dove muore per un attacco di malaria il 7 luglio 1935, all’età di 59 anni. Viene sepolta ad Aleppo nel cimitero armeno. Gli armeni la considerano il loro angelo custode.

Approfondimenti

https://it.gariwo.net/giusti/biografie-dei-giusti/metz-yeghern/giusti-del-muro-della-memoria-di-yerevan/karen-jeppe-176.html

http://www.fredsakademiet.dk/library/ukjeppe.htm

 

Link esterni
Torna all'inizio del cotenuto