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Occupazione di suolo pubblico

Descrizione

I cittadini e/o enti privati che devono eseguire dei lavori che comportano una occupazione di suolo pubblico di varia natura (ad esempio: lavori edilizi, traslochi, potatura alberi, scavi) devono chiedere al Municipio di riferimento la concessione temporanea di suolo pubblico.

A tal fine, è necessario presentare domanda su apposito modulo, reperibile presso gli uffici municipali o scaricabile dalla sezione dedicata del Portale di Roma.

La richiesta deve essere accompagnata dalla documentazione tecnico-amministrativa utile all’istruttoria (ad es. gli elaborati grafici e relazione tecnica di un professionista abilitato oppure un disegno illustrativo dello stato di fatto recante indicazioni precise circa l’ubicazione, la dimensione della sede stradale e della superficie da occuparsi, la tipologia e le caratteristiche tecniche della struttura da installare, qualora si tratti di occupazioni fino a tre giorni e di limitate dimensioni; fotografie dei luoghi oggetto dei lavori; titolo comprovante la proprietà della porzione immobiliare o autocertificazione; documentazione specifica in base al tipo di lavoro; eventuali nulla osta; calcolo statico, quando l’altezza del ponteggio supera i mt. 20;  copia del titolo edilizio o estremi di riferimento, nel caso di Occupazione Suolo Pubblico Edilizia per manutenzione straordinaria o di ristrutturazione edilizia; libretto di circolazione, nel caso in cui l’occupazione venga effettuata con autoscala o autocarro; documentazione comprovante i versamenti richiesti).

La concessione viene rilasciata entro 30 giorni dalla domanda, salvo maggior termine utile all’acquisizione dei pareri per le aree vincolate per legge e per il rispetto dei tempi di pagamento.

 

Ai fini della concessione è necessario: l'acquisto di due marche da bollo (Euro 16,00 ciascuna), una da apporre sulla domanda e una al momento del ritiro dell'atto;

il pagamento del diritto fisso (Euro 4,82), il sopralluogo (Euro 17,14), il rimborso spese istruttoria (Euro 51,42), il rimborso S.S.N., provento destinato alla lotta antitubercolare (Euro 5,62) e, successivamente all'esito della stessa, il versamento del canone di occupazione di suolo pubblico (in funzione della durata e della superficie dell'Occupazione Suolo Pubblico (O.S.P.) e della categoria stradale su cui insiste la stessa) e di un deposito cauzionale o di una polizza fideiussoria per eventuali danni, variabile in relazione all'entità dell'occupazione.

L’Occupazione di Suolo Pubblico priva di concessione è considerata abusiva; la trasgressione viene punita con l’irrogazione di sanzioni e con l’applicazione delle indennità previste dalla normativa in vigore e dovrà, comunque, essere sanata mediante rimozione o regolarizzazione dell’occupazione abusiva stessa.

Nei casi di forza maggiore, per motivi urgenti, speciali e imprevedibili di rilevante interesse pubblico o quando occorre provvedere senza indugio all’esecuzione di lavori, è possibile occupare il suolo pubblico senza titolo ma, in tal caso, vige l’obbligo di darne immediata comunicazione all’ufficio competente e di chiedere concessione in sanatoria entro il settimo giorno lavorativo seguente l’inizio dell’occupazione. Al termine dell’occupazione concessa in sanatoria, deve essere inviata all’Ufficio una dichiarazione di “fine lavori”, dalla quale risulti l’eliminazione dello stato di pericolo.

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