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Villa Paganini - Municipio II

Ingresso: via Nomentana (di fronte al n. 70), vicolo della Fontana, largo di Villa Paganini


Municipio II - superficie 25.000 mq


L’attuale piccolo parco pubblico, sistemato da Raffaele de Vico negli anni ‘30, è quanto resta dell’antica villa del potente cardinale Alberoni, che la acquistò nel 1721 e vi fece erigere un palazzo riccamente decorato al centro di un parco dall’assetto formale.

Attualmente il palazzo è inglobato nella struttura di una moderna scuola. Restano solo poche tracce dell’originaria sistemazione e qualche arredo. Si trova di fronte alla Villa Torlonia, al cui ingresso è posto il monumento ai caduti dei quartieri Salario e Nomentano.

Oggi l’edificio della villa è isolato dal parco pubblico, dove sono ancora ben visibili le tracce della scenografia, composta di piante, collinette artificiali, ruscelli e arredi rustici. I visitatori possono passeggiare lungo i viali ombreggiati da alti pini e sostare sulle sponde di un laghetto attraversato da un ponticello alimentato dall’acqua che scende da una grotta-ninfeo rustica artificiale. Nel parco si trovano anche due fontane monumentali e una fontanella storica, alla quale è stata dedicata una via interna. Tra le piante di pregio presenti nel parco vale la pena ricordare una meta sequoia e alcune piante di tasso e caki.

 

Cenni storici

Le origini della Villa sono legate al cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino che acquistò la Vigna nel 1585 per trasformarla in residenza di prestigio. Di questo periodo rimane come unica testimonianza la fontana in marmo
oggi posta all'angolo tra Via Nomentana e Vicolo della Fontana. Nel 1722 la tenuta venne acquistata dal Cardinale Giulio Alberoni che intraprese importanti lavori di sistemazione degli edifici e del giardino di cui rimane oggi visibile solo la fontana a parete addossata al piccolo fabbricato attiguo al Casino Nobile. Il bene passò poi nelle mani di numerosi altri proprietari che trasformarono la Villa ed il parco secondo il gusto romantico ottocentesco con tracciati viari sinuosi e irregolari, un laghetto rustico e diverse fontane. Quando nel 1890 la proprietà venne acquistata dal Senatore Paganini, tutta la vasta campagna circostante il Casino Nobile, coltivata a vigna e canneto, era man mano scomparsa sotto la pressione della crescente espansione edilizia, ed il parco lottizzato e frazionato in numerosi villini. Nel 1934 il Comune di Roma acquistò il complesso per destinarlo ad uso pubblico
adibendo il Casino Nobile a sede scolastica ed affidò la sistemazione del parco a Raffele De Vico, architetto del Servizio Giardini. La Villa fu aperta al pubblico il 21 aprile del 1934 alla presenza di Benito Mussolini. Nel 1938, sul lato di via Nomentana, venne collocato il monumento ai caduti nella I Guerra Mondiale del quartiere Nomentano, opera di Arnaldo Zocchi (1862-1940).
Negli anni '50, in una porzione interna del Parco, sono stati costruiti una serie di prefabbricati che ospitano scuole e locali di servizio.

( Fonte: Sovraintendenza Capitolina BB.CC. )

 

Bibliografia essenziale

R. De Mattei, Villa Alberoni e non Villa Paganini, in “Studi romani”, n.22, 1974, pp.475-480;
G. F. Rossi, Cento studi sul Cardinale Alberoni, Piacenza 1978;
A. Campitelli, Villa Alberoni - Luiss, in A. Campitelli (a cura), Le Ville a Roma. Architetture e giardini dal 1870 al 1930, Roma 1994, pp.29-36;
A. Campitelli, Villa Paganini Alberoni, in L. Cardilli (a cura), Gli anni del Governatorato (1926-1944). Interventi urbanistici, scoperte archeologiche, arredo urbano, restauri, Roma 1995, pp.183-186
A. Agati, Villa Alberoni-Paganini, in A. Campitelli (a cura di), Verdi Delizie. Le ville, i giardini, i parchi storici del Comune di Roma, Roma 2005, pp.159-162

( Fonte: Sovraintendenza Capitolina BB.CC. )

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